Circolo Ippico Dilettantistico  Alpe Adria

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La Mezza Fida

 Un cavallo a metà. È un'ottima soluzione a patto che siano ben chiari diritti e doveri di ciascuno. Ecco un esempio del "contratto di mezza fida", una scrittura privata che aiuta prevenire i problemi.

 Una figura contrattuale atipica che da qualche tempo sempre più frequentemente si incontra nell'ambito delle attività equestri è il contratto di mezza fida del cavallo. Con il divulgarsi a livello sempre più ampio della pratica dell' equitazione in tutte le diverse discipline, anche quelle più propriamente agonistiche, si è verificata una crescita di interesse da parte di fasce sempre più vaste di utenti che si sono indirizzati, anche se non proprietari di cavalli, oltre che alla preparazione di base anche verso l'agonismo, sino a non molti anni fa appannaggio quasi esclusivo dei proprietari. L'aumento del numero dei proprietari ha determinato anche l'aumento del numero di coloro che, pur possedendo un cavallo, non hanno però il tempo per montarlo quanto sarebbe necessario oppure non possiedono i mezzi per mantenerlo da soli.
Un altro degli effetti prodotti da tale incremento è stato quello di un moltiplicarsi di situazioni nelle quali persone che si sono avvicinate all'equitazione da qualche tempo, e che hanno quindi acquisito una certa dimestichezza con il cavallo, avvertono l'esigenza (alcuni per migliorare la propria preparazione, altri per creare un più diretto rapporto con il cavallo e personalizzarlo al massimo) di montare un solo cavallo ma non hanno la possibilità di acquistarlo o di mantenerlo da soli. O magari si rendono conto di essere troppo inesperte per assumersi un tale onere oppure, ancora, non hanno il tempo necessario da dedicargli. Possedere un cavallo non significa limitarsi a corrispondere il pagamento del suo mantenimento ma anche farlo uscire tutti i giorni dal box, farlo muovere, montarlo, addestrarlo per mantenere il tono muscolare e l'allenamento, curarsi di lui, insomma, in due parole: dedicargli tempo. Questo è forse uno dei motivi principali perché persone appassionate di equitazione hanno la necessità di dividere con qualcun altro la gestione e l'utilizzo del cavallo.
Se questo è, sotto certi aspetti, positivo, per altri versi si è rivelato, nella realtà quotidiana, come fonte di non pochi problemi. Il vertiginoso succedersi degli avvenimenti e la inarrestabile fretta che connotano questi nostri tempi hanno infatti eliminato, e non solo negli sport equestri, quei periodi, neppure poi così lunghi da essere insopportabili, di quella che veniva definita la "gavetta". L'imperativo di oggi è arrivare primi, e arrivare prima degli altri. Come i frutti hanno necessità del tempo fisiologico per maturare anche nelle altre cose si dovrebbe seguire una certa progressione, non saltando passaggi, né accorciando oltremodo i tempi. Ciò non significa cristallizzarsi in una situazione di stasi, ma dar modo al naturale e fisiologico sviluppo di evolversi nel tempo, senza anticipare gli eventi e quindi, altro aspetto questo di rilievo, agendo sul piano della sicurezza.
Un eccesso di fretta nella preparazione alla partecipazione a una competizione, in ogni settore sportivo, ma ancor di più in quello equestre, può pagarsi infatti assai pesantemente se non altro sotto il profilo dell'equilibrato sviluppo del binomio che, non attendendo il tempo necessario, ha prematuramente affrontato un impegno per il quale non era ancora preparato. Questa fretta colpisce talvolta anche i neofiti e vediamo così persone che hanno appena iniziato ad apprendere i primi rudimenti dell' equitazione che già si sentono pronte ad affrontare chissà quali impegni agonistici. Troppo presto si acquistano cavalli rispetto alle proprie capacità e alla propria preparazione, e altrettanto troppo presto si prendono cavalli in mezza fida, senza possedere quell' indispensabile bagaglio di esperienze e di conoscenze che sarebbe in effetti necessario. È consequenziale allora che anche il rapporto che ne consegue possa essere soggetto a maggiori rischi nella sua evoluzione. Tale consapevolezza dovrebbe indurre un proprietario prudente e attento alla salute e all'incolumità del proprio cavallo, fermo un preventivo accertamento delle capacità della persona che chiede il cavallo in mezza fida, di cautelarsi redigendo una scrittura privata con l'affidatario che possa se non eliminare i problemi e i rischi connessi, quanto meno porre dei punti fermi per la risoluzione degli stessi, indicando le strade e le soluzioni per le varie situazioni che possono verificarsi nel corso del rapporto.
È evidente che non esiste un contratto o una scrittura che possa contemplare tutte le possibili evenienze della vita, ma la redazione di una disciplina di principio, con specifica indicazione di diritti e doveri, faciliterà la risoluzione dei contrasti e potrà anche evitarne l'insorgenza, prevenendoli. Uno schema tipo di scrittura privata, di quello che potrebbe chiamarsi "contratto di mezza fida" che potrebbe utilizzarsi è quello qui riportato. Lo schema potrà essere adattato alle specifiche situazioni e modificarsi per farlo meglio aderire alla realtà che deve regolamentare. È comunque opportuno che nella redazione della scrittura sarà bene indicare con chiarezza poche ma ben comprensibili regole, che rappresentino i diritti e gli obblighi ai quali le parti si sono volute effettivamente impegnare, evitando indicazioni generiche o assoggettabili a personali interpretazioni.

Istruttore Federale di Equitazione Giuseppe Sancin